I love playing with fire and I don’t wanna get burned
The Runaways, I love playing with fire
Ci siamo. Vanno bene i preparativi, le regole da tenere a mente per darsi un minimo di sicurezza. Gironzolate da mezzora o più con un bicchiere in mano, osservando chi vi sta intorno con un mezzo sorriso, evitate di tenere le braccia incrociate, di trovare conforto in quelle della migliore amica, siete pure rimaste da sole in pista a ballare Madonna (9 volte su 10 ci sarà). Insomma, avete seguito a puntino tutte le puntate precedenti del Manuale (e io sono così orgogliosa di voi che vi porterei fuori a bere una birra, potendo). Ma bisogna buttarsi nella mischia prima o poi, quindi fate un bel respiro profondo e raccogliete il coraggio. Si parte.
Prima di tutto individuate la vostra presa. Tenete a mente che, a parte rare eccezioni, grosso modo la possibilità di rimorchiare per serata è pari ad uno. Il che è vero non tanto quando le cose vanno male, quanto se lei decide di ricambiare. Rimorchiare più di una persona durante la stessa serata non è impossibile, ma è altamente improbabile. Questo perché viene a mancare uno dei due assunti fondamentali: la disponiilità. Rivolgendovi alle ragazze, farvi vedere baciare un’altra persona è il deterrente per eccellenza. Nel radar di chiunque vi abbia visto verrete registrare come “impegnate” e vi assicuro che questo le renderà estremamente ritrose anche davanti ad approcci diretti o insistenti. D’altronde la reazione non stupisce, se teniamo a mente che chi rimorchia, o cede al rimorchio, lo fa per divertirsi e cerca di evitare situazioni spiacevoli o imbarazzanti. La scena della fidanzata tradita o semplicemente gelosa, o la reazione della conquista presto dimenticata, sarà l’apoteosi di queste situazioni, fuggita quindi come la peste.
Il tutto per dirvi: scegliete bene la vostra preda, perché se dovesse decidere di darvi seguito, avrete chiuso la partita per la serata.
A questo punto niente di più semplice: guardatela. Io la immagino rossa e riccia, col seno piccolo e il collo lungo (non serve assolutamente a nulla, aiuta a scrivere. E no, la mia preda non è rasata). Non temete che vi possa scoprire a fissarla: è proprio questo che volete. E se succede: sorridete. Molto si può dedurre da questi pochi secondi, da questi primi sguardi che, tutto sommato, sono piuttosto indolori. Il peggio che vi possa capitare è che lei giri la testa, annoiata. E allora? Buttatevi in pista, il brivido di notare uno sguardo d’interesse, un sorriso ricambiato, un ammiccamento qualsiasi, vi ripagherà di queste piccole sofferenze.
A questo punto si passa al livello successivo: il primo approccio. Si tratta di un finto approccio indiretto, il che tradotto significa che il messaggio che porterete con voi sarà mi interessi, ma lo direte in maniera criptata, da decodifcare, e la risposta sarà ugualmente in codice. Le tecniche per fare questo sono due, più una variante.
1 | Il discorso superfluo
Attaccare bottone è un’arte, e può portare lontano. Non sempre però le persone sono disposte a seguire, e non sarà una sorpresa che siamo più propensi a scambiare due parole con una persona che, per i motivi più disparati, ci attrae. Attaccare bottone con un discorso superfluo è quindi un ottimo modo per testare l’eventuale interesse nei nostri confronti. Se chiuderà in fretta, non rispondendo o non lasciando spazio a seguiti, il messaggio è solo uno, forte e chiaro: non le interessiamo (e qui ci si ritira in maniera educata).
Se invece risponde o se anche cinguetta, beh, non vuol dire per forza che è pronta a buttarsi fra le nostre braccia, ma nella maggior parte dei casi significherà che è per lo meno disposta a darci una chance. E questo è un inizio, un ottimo inzio.
Cosa significa discorso superfluo? Dire, o chiedere, qualsiasi cosa di non necessario. Esempio (true story): “Mi accompagni a fumare?”. Nessuno, mai, ha avuto bisogno della compagnia di un’estranea per andare a fumare in discoteca.
2 | Il contatto fisico
Dando per buono che le cose siano andate bene al punto uno, potete testare il numero due: il contatto fisico. Tenete a freno i bollenti spiriti, però, si tratta necessariamente di contatti minimi, anche se indicativi. Ad esempio, se normalemente per parlare in discoteca con un’estranea ci si avvicina all’orecchio ma senza toccarsi, dopo un po’ potete provare a posarle una mano sulla spalla, o sul braccio, più intimo sul fianco. Il principio è sempre lo stesso: comportarsi in maniera abbastanza casuale da poter indietreggiare, se necessario, senza troppo imbarazzo. Questo serve sia a chi fa la prima mossa sia a chi viene rimorchiato, e tenetelo bene a mente nel caso vi ritroviate ad affrontare delle avances e intendete rifiutarle. Non è necessario rispondere secche (e magari infastidite) “non c’è trippa per gatti”, il messaggio arriverà a destinazione anche se trasmesso con più garbo. In questo caso, inoltre, la situazione rimarrà più rilassata e non chiuderete le porte ad altri tipo di relazione. Perchè, ricordatevi, può anche essere che non avete bisogno di nuovi amici, ma i conoscenti non sono mai abbastanza, soprattutto in questo caso.
Infine: la variazione
Trovandoci in discoteca, può capitare che non si abbia modo di scambiare due chiacchiere con la ragazza che ci piace. Non disperate, però, c’è comunque un modo per farle capire che siete interessate, e questa volta non servono neanche le parole. Ad esempio, è una che se ne sta quasi tutto il tempo sulla pista a ballare. Ebbene: ballate. Guardatela. Avvicinatevi. Nella pista lo spazio è significato e, salvo quando il locale è così pieno da costringervi a stare attaccate l’un l’altra, invadere quello altrui porta con se un messaggio preciso. Indispensabile in questo caso il contatto visivo, idealmente diretto negli occhi per non lasciare spazio ad ambiguità. Se giocate bene le vostre carte, potrete ritrovarvi a baciarla ancora prima di scoprire come si chiama (true story).









alla prima che mi si avvicina dicendo: “mi accompagni a fumare” risponderò: “ah, leggi LezPop!!!”
Il che potrebbe essere un ottimo spunto per una conversazione!
ahahhhahah geniale