La vita d’Adele e le scene di sesso: vere o finte?

Scritto da • 24/10/2013 • Film e Tv, NewsCommenti (21)9679

Léa-Seydoux-e-Adèle-Exarchopoulos-Cannes-2013

A quanto pare, La Vita d’Adele – il film vincitore a Cannes – sarà ricordato per le scene di sesso, in particolare per una della durata di 6 minuti. Se da una parte l’autrice del graphic novel Julie Maroh le ha apostrofate come pornografia, dall’altra le due attrici, Léa Seydoux (Emma) e Adèle Exarchopoulos (Adele), hanno dichiarato a più riprese di aver vissuto quelle scene come un incubo.

«Durante la prima scena di sesso mi veniva da ridere», ha dichiarato la Exarchopoulos, «dovevo masturbarmi e dovevo fantasticare su di lei [Emma], ma quando ho aperto gli occhi sono scoppiata a ridere. Eravamo entrambe imbarazzate. Poi il regista ha continuato a girare per così tanto tempo ed io pensavo: “Cavolo, ti potresti fermare”».

In effetti, il metodo di regia di Abdellatif Kechiche pare piuttosto meticoloso. «La scena in cui ci intriamo per la prima volta dura 20 scendi, ma ci abbiamo messo 10 ore per girarla. Per quella scena, in cui ci incrociamo per strada, ci sono voluti 100 ciack» ha dichiarato Léa Seydoux. Così anche le scene di sesso sono state girate con la stessa pignoleria. «A volte è stato umiliante, mi sentivo come una prostituta. Il regista usava 3 macchine da presa, e quando devi fingere l’orgasmo per sei ore…  Per me è più difficile mostrare i miei sentimenti che il mio corpo».

La cosa che colpisce del film, infatti, è il realismo estremo del racconto. Le famose scene di sesso, oltre ad essere lunghe non hanno nulla di romanzato, sono così dirette, nude e crude, prive di qualsiasi commento sonoro. Forse per questo, in tanti hanno chiesto alle attrici se fossero vere. La risposta della Exarchopoulos è stata lapidaria: «quando muori in un film, non muori mica davvero», che fa da eco a quella di Léa Seydoux, «Avevamo vagine finte. Bisogna avere qualcosa che ti protegge da mettere lì sotto. Non faccio l’amore in scena».

Vedere per credere. La Vita d’Adele sarà al cinema da oggi. A proposito. Diciamoci “fortunate” per la programmazione de La vita d’Adele nelle sale cinematografiche del Bel Paese, perché gli amici e – soprattutto - le amiche dell’Idaho non potranno vedere il film. Secondo l’Idaho Code 23-614, infatti, sono proibiti i film che “mostrano o simulano atti sessuali, masturbazione, sodomia, sesso con animali, rapporti orali, flagellazione, o qualsiasi atto sessuale proibito dalla legge”. Belle cose, vero?

Scritto da La Mile |Tutti gli articoli di La Mile
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21 Risposte a La vita d’Adele e le scene di sesso: vere o finte?

  1. Sara scrive:

    qualcuno le ha viste le vagine finte?! no perchè le due donzelle erano ignude e io di roba finta non ne ho mica vista li sotto!!
    premesso che a me i film francesi non piacciono,incluso questo,perchè lenti e con dinamiche che io non capisco (son gusti personali eh) le uniche scene che salvo son proprio quelle dei loro rapporti fisici…anche se erano un po’ messe lì tanto per….
    la scena del bar è quella che ho sentito di più….si vedeva quanto erano combattuti i sentimenti di entrambe…anche se non puoi sempre risolvere tutto con il sesso…e infatti s’è visto

  2. gianni scrive:

    le dichiarazioni delle attrici sembrano molto difensive a fronte di scene probabilmente autentiche – perché vagine finte se non ci sono inquadrature di genitali? – queste due alla prima esperienza avrebbero surclassato tutte le pornostar del mondo che si capisce che fingono anche se vengono effettivamente penetrate – non credo nemmeno che sia possibile non concordare preventivamente con il regista scene del genere con il rischio di una denuncia

  3. Prettylittlelesbian scrive:

    Io trovo fastidioso e fuori luogo che delle attrici rilascino dichiarazioni di questo genere, dovrebbero essere delle professioniste e saper gestire la pressione. Come lesbica, poi, trovo particolarmente sgradevole leggere del fatto che a una delle due veniva da ridere nel recitare una scena dove doveva immaginare di essere eccitata da fantasie sull’altra: sembra quasi che l’idea di potersi eccitare per un’altra donna sia ridicola in sè, o in quanto l’attrice è etero e la trova poco coinvolgente. Mi chiedo se avrebbe fatto simili commenti se la scena avesse riguardato una fantasia su un uomo.
    Bah!

  4. secondo me e vero! A chi non piace fare sesso?

  5. Neytiri scrive:

    Io sinceramente non ho apprezzato alcune delle scene di sesso, soprattutto quella più lunga, mi sono invece piaciuti molto i giochi di sguardi e la storia. Considerando che questi sono i capitoli 1 e 2 spero girino un seguito ^^

    • Dnl scrive:

      Condivido! La parte che più mi ha colpita è quando si rincontrano al bar, straziante ma intensa allo stesso momento!

  6. Paolo scrive:

    Ho visto il film e con tutto il rispetto non condivido questa recensione. Il film è il racconto di una storia d’amore e passione tra due ragazze che ti mostra come il legame sentimentale abbia le stesse gioie ma anche gli stessi problemi a prescindere dall’orientamento sessuale, etero, gay o bisex, ho visto personaggi complessi, credibili, veri e dinamiche plausibili. Anche le scene di sesso, esplicite, rese ancor più realistiche dall’assenza di sottofondo musicale extradiegetico sono necessarie per raccontare il legame anche erotico tra Adele ed Emma.
    Le accuse di pornografia le trovo assurde

    • Paolo scrive:

      “e con tutto il rispetto non condivido questa recensione”

      chiedo scusa. Lo so che non è una recensione ma ho fatto copi-incolla da un altro sito in cui avevo scritto questo commento e non ho cancellato questo pezzo. Scusate ancora

  7. arta scrive:

    amo i due film di Abdellatif Kechiche che ho visto (mi mancano ancora Venere Nera, che si sposta un po’ dal suo target, e l’esordio Tutta colpa di Voltaire, e ovviamente l’ultimo); ciò nonostante non credo che “in nome dell’arte” debba essere sacrificato tutto. posso capire l’impegno e la dedizione richiesta e anche la fatica (il girare per giorni interi senza una pausa), se in qualche modo previsti dal contratto. non però posso capire le torture psicologiche e lo scarso rispetto per chi lavora con te, e se le dichiarazioni delle due attrici hanno del vero questo di certo non dà un’idea positiva dell’autore. anch’io ho pensato un po’ a “ultimo tango…”(film che al momento della visione ho trovato sopravvalutato e datatissimo)e all’inganno ai danni dell’attrice, sconvolta dalla violenza improvvisa della scena di sesso. però insomma, anche in quel caso non si trattava (quasi certamente) di una rapporto reale, altrimenti si sarebbe trattato di un porno con stupro. quindi è piuttosto scontato che nelle scene di sesso il regista abbia usato delle “parti finte”; se le scene non fossero state esplicite avrebbe potuto ricorrere a due controfigure ma neppure le controfigure possono essere obbligate a fare sesso

    • Paolo scrive:

      credo che nessuno le abbia obbligate a fare sesso (hanno anche usato vagine finte), in questo caso le attrici sapevano per tempo che tipo di scene dovevano girare (quindi non c’è un “caso Schneider”).
      dopodichè la storia del cinema è piena di registi “tirannici” e rapporti tesi tra regista e attori e in qualche caso non è affatto un ostacolo alla riuscita artistica del film

      • Acustica scrive:

        Tanto per citarne uno, Von Trier sembra che porti all’esasperazione gli attori dei suoi film. Durante le riprese di “Dancer in the dark” (capolavoro cinematografico) Björk, protagonista del film e premiata a Cannes, fuggì dal set senza dare notizie per una settimana dichiarando poi pubblicamente di aver talmente sofferto la tirannia del regista al punto di non voler recitare mai più.

    • Paolo scrive:

      tornando alla Vita di Adele io credo, anche a prescindere dalla meticolosità del regista (che non è un difetto in sè) e delle eventuali tensioni tra regista e attori, che ogni film, e a maggior ragione un film come questo, chieda ai suoi attori (in questo caso attrici) di mettere in gioco molto di sè, non solo il corpo ma anche emozioni, pudori forse anche le proprie convinzioni..è legittimo che questo crei disagio, ma secondo me chi ha scelto di fare della recitazione la sua professione deve saperlo gestire.

  8. Dnl scrive:

    Vorrei andare a vederlo al cinema…avete visto dove è proiettato a Roma? Nn sn mlto brva in qste cse -.-’….

    • 7chilidisale scrive:

      In 14 sale (non tantissime considerando che siamo a Roma, e il film è vincitore a Cannes)
      http://www.mymovies.it/cinema/roma/
      Io credo lo vedrò al Nuovo Olimpia, che merita i miei soldi perché è un cinema con solo due sale, e nella seconda proiettano un altro film francese che racconta una non facile storia d’amore (two mothers con la splendida Robin Wright)

  9. Lillo scrive:

    Sapevo che in alcuni casi si usa pelo finto per uno stile da porno anni 70, ma vagine finte mai!

  10. Francesca scrive:

    Ho appena rivisto il film e ho apprezzato molto di più la seconda parte perché vengono messi in rilievo i sentimenti e la dinamica fra le due ex compagne. In effetti trovo fastidioso leggere continuamente di queste maledette scene e ascoltare le interviste delle due attrici che sono state interrogate a lungo quasi esclusivamente sulle scene di sesso. Ricorda tanto L’Ultimo tango a Parigi, rimasto nella storia del cinea solo per la scena del burro. La compianta Maria Shneider solo dopo tanti anni ha parlato del “disagio” che le ha causato quella scena. Non sono una bacchettona, ma mi spiace tantissimo che La Vie d’Adèle sarà ricordato come le cul d’Adèle.

    • Paolo scrive:

      se il cineasta decide di mostrare certe immagini per il film, deve poterlo fare..poi la morbosità spesso (per non dire sempre) appartiene più a certi spettatori e giornalisti che ai film

  11. Dheb scrive:

    Trovo che le attrici non avrebbero dovuto sminuore così il genio di questo film. Sarebbe stato meglio non dire nulla anziché rovinare così la magia. Domani andro a vederlo e sentire queste dichiarazioni mi ha tolto un po’ di poesia.

  12. Cate scrive:

    Ho visto altri film del regista e devo dire che è piuttosto crudo quando gira ma anche poetico, è sicuramente uno stile particolare, be immagino che lo abbia fatto anche per questo film, non ci rimane che andare a vederlo.

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