La vita d’Adele e le scene di sesso: vere o finte? | LezPop

La vita d’Adele e le scene di sesso: vere o finte?

Léa-Seydoux-e-Adèle-Exarchopoulos-Cannes-2013

A quanto pare, La Vita d’Adele – il film vincitore a Cannes – sarà ricordato per le scene di sesso, in particolare per una della durata di 6 minuti. Se da una parte l’autrice del graphic novel Julie Maroh le ha apostrofate come pornografia, dall’altra le due attrici, Léa Seydoux (Emma) e Adèle Exarchopoulos (Adele), hanno dichiarato a più riprese di aver vissuto quelle scene come un incubo.

«Durante la prima scena di sesso mi veniva da ridere», ha dichiarato la Exarchopoulos, «dovevo masturbarmi e dovevo fantasticare su di lei [Emma], ma quando ho aperto gli occhi sono scoppiata a ridere. Eravamo entrambe imbarazzate. Poi il regista ha continuato a girare per così tanto tempo ed io pensavo: “Cavolo, ti potresti fermare”».

In effetti, il metodo di regia di Abdellatif Kechiche pare piuttosto meticoloso. «La scena in cui ci intriamo per la prima volta dura 20 scendi, ma ci abbiamo messo 10 ore per girarla. Per quella scena, in cui ci incrociamo per strada, ci sono voluti 100 ciack» ha dichiarato Léa Seydoux. Così anche le scene di sesso sono state girate con la stessa pignoleria. «A volte è stato umiliante, mi sentivo come una prostituta. Il regista usava 3 macchine da presa, e quando devi fingere l’orgasmo per sei ore…  Per me è più difficile mostrare i miei sentimenti che il mio corpo».

La cosa che colpisce del film, infatti, è il realismo estremo del racconto. Le famose scene di sesso, oltre ad essere lunghe non hanno nulla di romanzato, sono così dirette, nude e crude, prive di qualsiasi commento sonoro. Forse per questo, in tanti hanno chiesto alle attrici se fossero vere. La risposta della Exarchopoulos è stata lapidaria: «quando muori in un film, non muori mica davvero», che fa da eco a quella di Léa Seydoux, «Avevamo vagine finte. Bisogna avere qualcosa che ti protegge da mettere lì sotto. Non faccio l’amore in scena».

Vedere per credere. La Vita d’Adele sarà al cinema da oggi. A proposito. Diciamoci “fortunate” per la programmazione de La vita d’Adele nelle sale cinematografiche del Bel Paese, perché gli amici e – soprattutto - le amiche dell’Idaho non potranno vedere il film. Secondo l’Idaho Code 23-614, infatti, sono proibiti i film che “mostrano o simulano atti sessuali, masturbazione, sodomia, sesso con animali, rapporti orali, flagellazione, o qualsiasi atto sessuale proibito dalla legge”. Belle cose, vero?

Lascia un commento

*

Current day month ye@r *