Lip Service 2. Recap (tragico) della seconda puntata

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Attenzione questo post contiene spoiler.

Seconda puntata di Lip Service 2 e finalmente qualcosa succede. È il giorno del compleanno di Cat e Sam le prepara una colazione da sogno, le regala una borsa costosissima, e le dice di farsi trovare pronta per le 19:30 perché ha prenotato in un ristorante chiccosissimo per festeggiare. Ma le intenzioni di Cat sono ben altre. Invece che andare al lavoro, si fionda a casa di Frankie. “Vuoi il tuo regalo?” le dice Frankie. “No, prima ti faccio vedere il mio”. Si spoglia e – wow – bustino rosso  fiammante con accenno sadomaso. Il vero regalo, però, è farsi ammirare mentre “fa da sola” (vi piacciono gli eufemismi, eh?). Close up sul viso di Cat, e oddio, mai attrice fu più fuori parte (Laura Frazer, che mi sta tanto simpatica, riesce a fare un’espressione e mezza e quella di mistress tentatrice le riesce davvero, ma davvero, male).

Dopo aver consumato, Frankie le dà il suo regalo: un bracciale d’oro con le loro iniziali incise all’interno. “Non credo che potrò indossarlo in pubblico così facilmente” dice Cat, “per questo le iniziali sono all’interno, e poi non sarà così a lungo”, risponde Frankie. “Possiamo non parlarne oggi?”, “Ok”. E vediamo le due uscire dalla stanza. Ma, a differenza di quanto pensavano, Tess è tornata prima dalle prove in teatro e le scopre. OMG, Cat è terrorizzata. “Non ti preoccupare” la rassicura Frankie, “le spiegherò tutto io”. Ed ecco la tragedia è dietro l’angolo. Cat vaga per vie di Glasgow confusa, intanto Frankie parla con Tess: “non dirai nulla?”, “no”. Problem fixed! E manda un messaggio alla sua amata. Cat lo legge, fa per attraversare la strada e crash boom. Stirata da una macchina. Ammetto che un po’ mi ha fatto senso (e non so se è peggio il suo di incidente o quello di Quinn di Glee).

Cat viene portata al pronto soccorso dove lavora Lexy (ovvio, no?). Provano a rianimarla, scosse elettriche, tubi e tubicini, ma niente. Per un attimo sembra una puntata di Grey’s Anatomy mal riuscita (e va bene il realismo, ma la sala rianimazione sembra quella di un ospedale da campo in Afghanistan). Intanto arriva Sam. L’ospedale è vuoto (avete mai visto un pronto soccorso deserto? beh, si vede che a Glasgow si usa così), la poliziotta riesce a intrufolarsi e vedere la sua fidanzata esalare l’ultimo respiro. Terribile. E un po’ mi sono commossa, nonostante una regia inadeguata e le attrici che lasciano a desiderare. Insomma, dopo la prima puntata – che potevamo allegramente saltare e niente sarebbe cambiato – in questa succede qualcosa. Anzi, con la morte di Cat, lo spettatore è spinto a voler sapere cosa succede. Quanto meno la reazione degli altri protagonisti. James (il fratello di Cat), Tess, Sam e soprattuto Frankie. A proposito, dov’è Frankie? Frankie è in qualche posto sperduto della campagna scozzese a fare foto in compagnia di Sadie (ora sono solo amiche), col cellulare rotto (nelle anticipazioni vi avevamo fatto veder il video dell’incidente).

E da lì, il dramma, big drama. Le scene che seguono sono abbastanza prevedibili. Stanno tutti male, i genitori di Cat organizzano un funerale British style, col pastore che tesse le lodi della defunta, mentre Tess e Jay cercano di contattare Frankie. Frankie è a casa con Sadie. Di tutta la puntata è proprio lei il personaggio meno scontato. Nonostante sia chiaro che vorrebbe tornare con Frankie, Sadie riesce a starle vicina con discrezione e – strano a dirsi – con una certa dose di saggezza, “se non vai al funerale te ne pentirai per tutta la vita”.

Un altro momento interessante è quando Sam, con fare da John Wayne (davvero le mancano solo gli speroni e la pistola), va in ospedale (sempre più deserto)  e cerca di irrompere nella stanza dov’è ricoverato il tipo che ha investito Cat. Lexy la vede e la ferma. Oltre a dirle che qualsiasi cosa abbia intenzione di fare non riporterebbe indietro Cat, Lexy le ricorda che entrando in quella stanza inferirebbe soltanto su un uomo che sta già soffrendo.

Ma torniamo a Frankie. Dopo il funerale (bada bene, si è alzata appena Sam ha preso la parola) entra in un pub e ordina un whisky doppio. Prevedibile. Poi va da sua madre. “Cat è morta”, “mi dispiace, ma non possiamo parlarne ora”. E la manda via. Prevedibile con una certa dose di accanimento. Così va sulla tomba di Cat. E si stende accanto a lei. Prevedibile anche questo. Nel frattempo Sam, rovista in un cassetto di Cat e trova il pezzo di legno, il famoso pezzo di legno residuato della prima serie, con le iniziali di Cat e Frankie incise e un biglietto: Certe cose non dovrebbero essere mai distrutte.

La puntata si chiude con Frankie seduta sul pavimento di casa, il volto coperto di terra e Sadie che arriva a consolarla. Le lacrime di Frankie. Una carezza di Sadie. Un abbraccio. E Frankie che prova a baciarla. Sadie si tira indietro. Please, insiste Frankie. Bacio passionale e titoli di coda.

Senza voler essere troppo polemica, dopo aver letto le spiegazioni dell’autrice di Lip Service, Harriet Braun, sull’eliminazione del personaggio di Cat, ammetto di essere un po’ perplessa. La Braun sostiene di aver eliminato Cat perché era l’unico modo per sbloccare la storia. Cat non sapeva chi scegliere tra Sam e Frankie, e farla allontanare per un nuovo lavoro sarebbe stato impossibile, proprio perché si trovava coinvolta in una situazione sentimentale così intensa. E allora ha deciso di eliminare il personaggio nel modo più brutale (e semplice) possibile. In effetti, come ho scritto prima – a differenza di quanto succede nella precedente – in questa puntata abbiamo un twist, ma penso anche che eliminare un personaggio perché non sai come andare avanti è una soluzione piuttosto riduttiva. Ma non è il caso di dilungarsi in una noiosa critica televisiva. Del resto, non guardiamo Lip Service per la trama entusiasmante, o per la bravura delle attrici, né le per la regia accattivante o per i dialoghi memorabili. Resta il fatto che, anche se si tratta di un telefilm di lesbiche per lesbiche, è giusto pretendere qualcosa in più.

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