Memorie delle mie poiane tristi: Il blu è un colore caldo

Scritto da • 11/07/2013 • Libri, Mondo Pop, NewsCommenti (5)1826

CV1 BLEU COULEUR CHAUDESempre lei nel cuore e nei pensieri, nel più blu dei cieli come in terra, un’unione che sfida il tempo, lo spazio, le mode e le convenzioni. Clémentine ed Emma? No, le storie lesbo e la poiana. Imperdonabile sarebbe però in questo caso lasciare che il malefico rapace funesti con la sua presenza la voglia di leggere questo piccolo gioiello. Le bleu est une couleur chaude uscirà in Italia a ottobre, cavalcando l’onda dell’uscita nelle sale della sua fortunata trasposizione cinematografica, La vie d’Adèle, premiata a Cannes 2013 (primo caso per un film tratto da un fumetto) con la Palma d’Oro. La Rizzoli Lizard, la casa editrice che porterà il graphic novel in Italia, ha reso noto che il titolo italiano sarà lo stesso del film (La vita di Adèle): peccato che nel romanzo non vi sia nessuna Adèle. Tutto suggerisce uno strategico appostamento della poiana sul nome Clémentine in favore di quello del suo alter ego filmico (Adèle, appunto), nella speranza che – eventualmente – sia l’unico cambiamento rispetto all’originale.

Julie Maroh, nativa di Lens (in quel nord della Francia dove ambienterà la storia), classe 1985, lesbica dichiarata, animo femminista e matita raffinata, ha soli 19 anni quando inizia a lavorare alle tavole della sua opera prima; Le bleu est une couleur chaude esce in Francia nel 2010 e l’anno successivo viene premiato al Festival international de la bande dessinée d’Angoulême, l’evento più importante in Europa dedicato all’arte del fumetto; sempre nel 2011, Julie accetta di affidare al regista Abdellatif Kechiche l’adattamento della sua opera per il grande schermo.

bleu-1

Emma ha da poco perso il grande amore della sua vita; durante l’incontro con i genitori dell’amata, subisce l’ira del padre di Clémentine, mentre dalla madre riceve i diari della figlia, ultima volontà della ragazza. Pagina dopo pagina seguiamo con Emma il racconto dell’innamoramento di Clémentine, della lotta interiore per reprimere le fantasie omosessuali e della tenacia nel perseguire la storia con la sfuggente e già impegnata Emma, fino al mesto epilogo.

julie-maroh-commente-trois-planches-du-bleu-est-une-couleur-chaude,M112309L’incontro che cambia la vita di Clémentine è una folgorazione, un’epifania. È una liceale come tante altre, ha da poco iniziato a tenere un diario, regalo della madre per i suoi 15 anni, è un po’ imbranata. Sta per raggiungere Thomas, il suo futuro ragazzo, un giovanotto dal cuore d’oro, prossimo alla maturità; prima di raggiungerlo per il loro primo appuntamento però incrocia lo sguardo con un’affascinante ragazza dai capelli e dagli occhi blu: è Emma, che cammina abbracciata alla sua fidanzata. Da questo momento, fra le tavole monocrome che caratterizzano il racconto, il blu compare nei suoi sogni come il colore del desiderio, delle pulsioni che fatica a reprimere. Il blu all’improvviso è diventato un colore caldo.

bleu-couleur-chaude-5Sfumata la storia con Thomas e respinta in malo modo dall’amica da cui ha ricevuto un tenero primo bacio, Clémentine trova nel compagno di scuola Valentin, omosessuale, un amico sincero e un inconsapevole Cupido: nell’accompagnare il ragazzo in giro per locali gay, la ragazza scorge in uno di essi Emma, la stessa splendida e incantevole creatura dai capelli blu e il look ribelle dei suoi sogni, la quale – a dispetto della presenza della fidanzata – si avvicina e le parla. Dopo un’iniziale incomprensione ispirata dalla frustrazione di Clémentine, allontanata da un’amica per le voci sul suo conto, le due passeranno sempre più tempo insieme, lontano da tutti, imparando a conoscersi e poi ad amarsi, a dispetto dell’ira della ex di Emma e dei genitori di Clémentine, nonché delle loro stesse differenze caratteriali, che vedono l’una, Emma, sempre spavalda e pronta a vivere politicamente la propria omosessualità, e l’altra, Clémentine, più incline a vivere il loro amore nell’intimità del privato.

138bleuIl merito della storia, un melodramma nel senso più nobile del termine, è il non scadere nel patetismo fine a se stesso: la storia d’amore è costruita pian piano, la vediamo crollare, rialzarsi e poi subire un colpo di machete in piena regola da un destino beffardo, ma anche nei momenti più duri aleggiano l’ottimismo, il coraggio e la forza dati dalla consapevolezza di vivere un amore grande, eterno e irripetibile. Perché le poiane passano, ma l’amore – quello vero – resta.

85308871_o

Scritto da Vincenza |Tutti gli articoli di Vincenza
Apostata, iconoclasta, adoratrice di sneakers, seriamente affetta da sindrome di Stendhal acuta in presenza di ogni filmato pre-1927, cultrice di Karen Walker e fedele consumatrice di banda larga con un debole per i classici della letteratura. Difetti a parte, una persona normale. Forse.

5 Risposte a Memorie delle mie poiane tristi: Il blu è un colore caldo

  1. Fireya scrive:

    Rispetto al film è ventimila volte meglio! Spiega le cose, capito? Le spiega senza lasciare buchi di trama enormi.

  2. Samachi scrive:

    Mi è arrivato qualche settimana fa ma non ho ancora avuto il coraggio di leggerlo…La tentazione di divorarlo è forte ma devo prendermi una pausa, ho fatto indigestione di poiana in questo periodo e credo che continuando così morirò di crepacuore :)

  3. Vallentina scrive:

    Non vedo l’ora di comprarmelo e io non ho mai comprato un fumetto in vita mia..
    Ma mi ispira tantissimissimissimo. La storia sembra davvero ben costruita e molto coinvolgente.
    E poi ha tutti gli elementi che un po’ stupidamente mi intrigano di più.. tra cui i nomi delle protagoniste, il colore blu (specie i capelli blu!*_*) e [si devo ammetterlo] la poiana – che essendo già dichiarata non può cogliermi alla sprovvista e rovinarmi tutto, bensì può solo rendere la loro relazione ancora più struggente e intensa per il mio cuore di shipper. xD

  4. 7chilidisale scrive:

    Questa cosa di cambiare i titoli non la sopporto proprio. Ma che sperano quelli della Lizard che il clamore del film faccia vendere loro 3 copie in più? Ma andate a cagare.
    P.S. mi è venuto in mente un nome per una nuova casa editrice: Lezhard

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Current day month ye@r *