Nei campi di concentramento non c’erano solo ebrei. L’informazione può non essere nuova, ma non è neanche scontata. Probabilmente a dirvelo sono state soltanto le associazioni gay, una nota a fondo pagina o una parola inserita in un elenco. Niente più. Certo, c’è chi potrebbe dire “comunque se ne parla”, ma la differenza è la stessa che passa tra l’espressione “i giovani certe volte possono essere crudeli fra loro” e il dettaglio delle azioni di bullismo che possono portare un adolescente al suicidio. Non che documenti sulla follia dei nazisti nei confronti degli omosessuali non esistano, eh. Un buon esempio è Paragraph 175, documentario del
Read More »Ogni volta che Moz dice qualcosa di particolarmente sciocco, esagerato o provocatorio una parte di me sussulta un pochino. C’è chi crede a Dio, chi alla Teiera volante, chi crede a babbo natale e chi all’Invisibile Unicorno Rosa. Io credo che Moz abbia più o meno sempre ragione. Per quanto non sia esattamente una persona piacevole, ci ha dimostrato con i testi delle sue canzoni che egli la sa lunga. Lunghissima. La sapeva lunga a 2o anni quando ha scritto questa e questa e questa canzone, la sapeva sufficientemente lunga anche dopo, nonostante non abbia
Read More »Da anni e anni ormai ci chiediamo perché tutto ciò che riguarda gusti sessuali non ritenuti a “norma” sia tabù, celato e magari censurato. E non parlo di filmini hard o sadomaso. Ma della possibilità che si parli di omosessualità in un film o addirittura in un cartone animato o anime che sia. Chiamatela cultura, chiamatela religione, chiamatela chiusura mentale, fatto sta che per molto tempo tutto ciò che abbiamo visto (soprattutto da bambini) è stato censurato e modificato a gusto e consumo dello spettatore occidentale, religioso medio. Quante volte negli anime abbiamo subodorato la
Read More »Cara lettrice, prima di tutto, grazie per i complimenti (anche da parte di Marta e Silvia, autrici di All the beauty). Ma veniamo a noi. Anche se non sono mai stata timida, capisco il tuo imbarazzo. Mi suona strano, ma comprendo che non tutti desiderino essere al centro dell’attenzione. La timidezza, però, come tante altre cose nella vita, non deve costringerci a vivere male. A maggior ragione quando l’ambiente che ci circonda è ostile (anche se in maniera indiretta e all’apparenza innocua). Mi spiego meglio. Essere dichiarati con il mondo che ci circonda è condizione
Read More »Diciamocelo pure, l’omosessualità è una cosa complessa e di sfumature ne ha tante (almeno 50 di arcobaleno). Così, la settimana scorsa abbiamo lanciato un sondaggio per capire se, e con chi, gay e lesbiche dichiarano la propria omosessualità. Ed ecco i risultati. Il sondaggio non vuole avere nessun valore scientifico (altrimenti facevamo altro di mestiere), però nasce da una domanda che (per forza di cose) non può avere una risposta univoca: l’omosessualità è un fatto privato oppure no? A quanto emerge dalle risposte, è un fatto non solo privato. La maggior parte delle persone che hanno votato (e
Read More »L’omosessualità è un fatto privato? All’apparenza potrebbe sembrare una domanda quasi scontata. Ma che la vogliate considerare una “cosa” pubblica o privata, le sfumature sono tante. E a noi di LezPop le sfumature piacciono (tranne quelle 50 di grigio, che sono anche un po’ banali). In un mondo perfetto (cioè quanto di più lontano possiate immaginare), non dovremmo nemmeno porci queste domande. Ma viviamo in Italia, nel 2012, e ci sono ancora persone che considerano l’omosessualità una malattia, una devianza. Altri si dicono aperti, perché hanno tanti amici gay (lesbiche mai?), però “a volte esagerano”
Read More »Non tutto quello che faccio e penso dipende dalla mia omosessualità. Sembrerà superfluo ripeterlo in queste pagine, e forse anche un po’ assurdo, ma mi ritrovo a doverlo fare più spesso di quanto non vorrei. A dodici anni dal mio primocoming out, dodici anni in cui ho avissuto apertamente raccontandomi a tutto tondo, se non a tutti per lo meno a chi mi stava attorno con affetto. Non ho mai negato che la mia sessualità fosse un aspetto importante della mia vita e della mia identità, e non per caso ho aperto primaAll the beauty
Read More »Nella foto, Hurl Scouts. Da bambina, per un certo numero di anni, sono stata un bravo lupetto scout. Pantaloncini corti, chitararrina, canti intorno al fuoco e preghierine. Quelle cose lì. Li odiavo tantissimo. Non tanto per la vita all’aria aperta, forzatamente all’aria aperta, quando c’erano quattro gradi e 20 centimetri di neve. A quello c’ero abituata. Li odiavo per la retorica incessante, l’asfissiante buon umore, la condivisione forzata. No, il mio panino è il mio panino e non vedo perché te lo dovrei dare. No, non faccio una scuola cattolica. No, non voglio venire a
Read More »Anche i Ray-Ban ci dicono di che i tempi sono maturi per fare coming out e non nasconderci. La campagna pubblicitaria per i 75 anni della marca, infatti, si chiama Never Hide (mai nascondersi, appunto) e tra le tante immagini “che mostrano uomini e donne che vivono la propria vita con coraggio, mostrandosi per quello che sono, individui unici”, troviamo anche una coppia di uomini che cammina per strada tenendosi per mano. E’ la prima volta che una pubblicità Ray-Ban sceglie come protagonista una coppia omosessuale, e ha scelto di rappresentarla in una ambientazione anni
Read More »Quello che vedete qui sotto è un video girato con una telecamera amatoriale che circola in rete già da un po’ (ma ora è possibile vederlo con i sottotitoli in italiano). È la reazione di un bambino quando scopre di parlare con due uomini sposati. Calen ha 5 anni e, all’inizio è un po’ stupito: “Ho sempre visto una moglie e un marito, mai due mariti”. E poi fa la domanda più semplice e diretta che si possa fare: “ma allora vi amate?”, “Sì” risponde uno dei due. “Bello” chiosa il bambino e poi va a giocare
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