Un’altra storia di bullismo (finita meglio). Ma… | LezPop

Un’altra storia di bullismo (finita meglio). Ma…

It's ok to be gay

Succede a Vicenza, un ragazzino di 16 anni preso di mira dai un gruppetto di coetanei, perché effeminato. Il ragazzo, allora, si rivolge ai genitori che lo difendono e parte la denuncia ai Carabinieri.

L’Huffington Post Italia riporta la notizia pubblicata dal Giornale di Vicenza:

[quote]Lo avrebbero preso di mira per i suoi atteggiamenti un po’ effeminati, ritenendolo un omosessuale. E per questo, nella loro ignoranza, lo avrebbero fatto oggetto di scherno e di scherzi, via via sempre più pesanti. Tanto da farlo sentire incompreso, isolato, malvoluto da tutti. Tanto da far sì che non volesse più recarsi non solo alle partite di pallavolo, il suo hobby preferito, ma addirittura neanche a scuola.[/quote]

L’episodio, se lo paragoniamo a quello accaduto dieci giorni fa a Roma, sembra un film Disney. Però, ci sono dei “particolari” che mi colpiscono e che – in qualche modo – accomunano entrambe le storie. Per prima cosa, si tratta di ragazzini che escono fuori dagli schemi (gli atteggiamenti effeminati, l’uno, i vestiti rosa, l’altro). Come sempre, quando i segni della tua “diversità” (a prescindere dall’orientamento sessuale) sono evidenti, non hai scampo.

Poi c’è l’atteggiamento dei media verso queste storie, anzi, verso l’omosessualità in generale. La frase “lo avrebbero preso di mira per i suoi atteggiamenti un po’ effeminati, ritenendolo un omosessuale” mi lascia perplessa. Non so, ma è quel “ritenendolo un omosessuale” che mi dà fastidio, come a prendere le distanze, come dire: sì era effeminato, ma questo non vuol dire che fosse gay.

Capisco che, dopo tutto il deliro mediatico che ha scatenato il suicidio del ragazzo dai pantaloni rosa, ora i giornalisti preferiscano andarci con i piedi di piombo. Però, scusate, che male c’è nell’essere omosessuali? Non pensate che sia giunto il momento di smetterla con questi distinguo? E’ questa mentalità che genera  bulletti sadici e adulti omofobi incapaci di contenere le bravate dei loro figli. Perché come scrive Elena Tebano sulle pagine del Corriere, “vorrei che gli adulti, quelli che hanno titoli e autorità per farsi ascoltare, lo dicessero chiaramente: va bene essere gay”.

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