Un’altra storia di bullismo (finita meglio). Ma…

Scritto da • 30/11/2012 • News, Società e politicaCommenti (4)637

It's ok to be gay

Succede a Vicenza, un ragazzino di 16 anni preso di mira dai un gruppetto di coetanei, perché effeminato. Il ragazzo, allora, si rivolge ai genitori che lo difendono e parte la denuncia ai Carabinieri.

L’Huffington Post Italia riporta la notizia pubblicata dal Giornale di Vicenza:

Lo avrebbero preso di mira per i suoi atteggiamenti un po’ effeminati, ritenendolo un omosessuale. E per questo, nella loro ignoranza, lo avrebbero fatto oggetto di scherno e di scherzi, via via sempre più pesanti. Tanto da farlo sentire incompreso, isolato, malvoluto da tutti. Tanto da far sì che non volesse più recarsi non solo alle partite di pallavolo, il suo hobby preferito, ma addirittura neanche a scuola.

L’episodio, se lo paragoniamo a quello accaduto dieci giorni fa a Roma, sembra un film Disney. Però, ci sono dei “particolari” che mi colpiscono e che – in qualche modo – accomunano entrambe le storie. Per prima cosa, si tratta di ragazzini che escono fuori dagli schemi (gli atteggiamenti effeminati, l’uno, i vestiti rosa, l’altro). Come sempre, quando i segni della tua “diversità” (a prescindere dall’orientamento sessuale) sono evidenti, non hai scampo.

Poi c’è l’atteggiamento dei media verso queste storie, anzi, verso l’omosessualità in generale. La frase “lo avrebbero preso di mira per i suoi atteggiamenti un po’ effeminati, ritenendolo un omosessuale” mi lascia perplessa. Non so, ma è quel “ritenendolo un omosessuale” che mi dà fastidio, come a prendere le distanze, come dire: sì era effeminato, ma questo non vuol dire che fosse gay.

Capisco che, dopo tutto il deliro mediatico che ha scatenato il suicidio del ragazzo dai pantaloni rosa, ora i giornalisti preferiscano andarci con i piedi di piombo. Però, scusate, che male c’è nell’essere omosessuali? Non pensate che sia giunto il momento di smetterla con questi distinguo? E’ questa mentalità che genera  bulletti sadici e adulti omofobi incapaci di contenere le bravate dei loro figli. Perché come scrive Elena Tebano sulle pagine del Corriere, “vorrei che gli adulti, quelli che hanno titoli e autorità per farsi ascoltare, lo dicessero chiaramente: va bene essere gay”.

Scritto da La Mile |Tutti gli articoli di La Mile
"The only straight I am is straight up bitch"

4 Risposte a Un’altra storia di bullismo (finita meglio). Ma…

  1. Vale scrive:

    Oggi ascoltavo su “quarto grado”la madre del ragazzo che si è sucidato; è allucinante come lei,il presentatore e quelli in studio cercavano di evitare la parola Gay.Si diceva: è particolare,speciale,estroverso,ecc.Allora io mi chiedo: noi che siamo gay/lesbiche e viviamo spesso in ambienti omosessuali, quanti maschi etero cono

    • Vale scrive:

      quanti maschi etero conosciamo che si vestono di rosa,camminano effeminati,adorano Britney Spears? Dai non nascondiamoci dietro un dito..ce ne starà 1 su 1000.La sconcertante verità è che in Italia si ha paura a dire la parola Gay.

      P.s: scusate x il post…ma lo sto scrivendo con il touch!

  2. Anna scrive:

    Anche secondo me come scrive Eva, è chiaro che il giornalista ha preso in considerazione il fatto che bisogna sempre legare determinati atteggiamenti e gusti all’ orientamento sessuale di un individuo.
    La questione è che chiunque dovrebbe sentirsi libero di esprimersi attraverso quella che è la sua vera natura, sopratutto sessuale, in tutti gli aspetti della vita senza per forza sentirsi in dovere di dare spiegazioni o di sentirsi un bersaglio di pregiudizi.
    E’ come la questione del coming out, perchè l’ omosessuale deve fare coming out?
    Perchè non fa coming out chi svuota il frigo alle 3 di mattina?
    O chi si veste di latex?
    O chi non indossa le mutande?
    E quello che più ancora mi fa arrabbiare, come hai sottolineato tu La Mile, è il fatto che non va bene essere gay.
    C’e’ tra le altre cose sta visione che gli omosessuali sono dei pervertiti, non in grado di intraprendere delle relazioni serie e durevoli negli anni, ma, anzi, favorevoli sempre e comunque a comportamenti promiscui.
    Oppure l’idea stereotipata che il gay è effeminato e la lesbica è mascolina.
    Quando ci sono uomini omosessuali molto maschili e con atteggiamenti per niente effeminati e donne omosessuali con l’aspetto e sopratutto un comportamento estremamente femminile.
    E potrei continuare la lista di tutta una visione negativa, ma tanto purtroppo conosciamo già le opinioni e convinzioni che si sono formate nella testa della gente.
    Però voglio precisare che c’e’ sempre questa visione distorta, sbagliata e negativa dell’omosessualità anche perchè i media VOGLIONO proporre dei personaggi gay o pseudo tali sempre al limite del ridicolo, senza educare e far comprendere alle persone che l’omosessualità è semplicemente un gusto diverso, che non comporta niente di diverso rispetto al comportamento di chi è eterosessuale.
    Sinceramente anche il vedere il gay legato sempre alla sensibilità o all’arte mi ha un pò rotto le ovaie perchè anche in questo caso si parla per luoghi comuni.
    Non dico che un’omosessuale non possa avere una certa sensibilità, ma sostengo che un eterosessuale può avere una sensibilità anche maggiore perchè qui bisognerebbe parlare di caratteristiche individuali e non catalogare le persone in base al sesso e alla sua sessualità.
    Chiedo scusa se sono uscita dall\’argomento principale, ma mi lascio prendere dai discorsi rischiando anche di diventare prollissa. :-/

  3. Eva scrive:

    Io invece credo che la frase del giornalista volesse sottolineare il fatto che, è automatico, se sei effeminato sei gay, se porti una maglietta rosa sei gay, se ti piace il pop sei gay. Insomma, l’essere ‘classificabili’ in base a degli atteggiamenti tipo da cui derivano gli indistruttibili luoghi comuni. Questo per dire che non vedo nulla di male nella sua frase, anche perché dopo lo sottolinea, ‘nella loro ignoranza’. Comunque, menomale che il ragazzino ha avuto il coraggio di reagire :) VIVA TUTTI

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